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La fitoterapia affonda le proprie origini in millenni di storia, poiché da sempre l’uomo ha intuito che nelle piante vi erano presenti delle sostanze curative. La storia della fitoterapia ha origini antichissime tant’è che si trovano riferimenti all’uso terapeutico delle piante anche negli antichi geroglifici egiziani e nei testi di cultura orientale senza contare i riferimenti presenti nei testi biblici. Con ogni probabilità la fitoterapia può quindi essere considerata la prima forma di medicina utilizzata dagli uomini.
Nell' era moderna, l'uomo poi ha cominciato ad isolare i singoli principi attivi  delle piante, cominciando a creare in laboratorio i primi  farmaci di sintesi per curare le varie patologie. In realtà diverse esperienze hanno confermato che il responsabile dell’efficacia terapeutica della piante medicinale non è solo il “principio attivo”, bensì un insieme di sostanze (conosciute e sconosciute) che, in sinergia tra di loro, concorrono al raggiungimento del miglior risultato terapeutico.
La natura infatti è perfetta ogni cosa lavora in sinergia e complementarità.
La prescrizione della fitoterapia avviene secondo due approcci: quello medico e quello naturopatico. Il medico fa un analisi dell’organo, della malattia e del sintomo. Ciò vuol dire che la diagnosi viene effettuata con i metodi della medicina ufficiale, ma la cura è somministrata secondo i criteri e modalità della medicina alternativa usando appunto fitoterapici al posto dei tradizionali farmaci, che hanno tempi più lunghi per produrre  effetti però non presentano effetti collaterali rispetto ai farmaci sintetici.
Il secondo approccio, quello naturopatico, è di tipo olistico, cioè pone l’attenzione sul benessere e la salute del corpo in generale per scopi soprattutto preventivi. In particolare si occupa del mantenimento dell’equilibrio psicofisico considerando il soggetto nell’interezza delle sue manifestazioni fisiche, emozionali e psichiche.